Oltre il gioco del calcio

Il calcio e lo sport visti da un altra angolazione

Confederations cup ad un anno dal mondiale. Il punto

Posted by admin On luglio - 5 - 2009
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Una breve analisi su cosa è emerso da questa manifestazione. Innanzitutto vorrei iniziare con il dire che questa manifestazione. come molti pensavano non è stata assolutamente snobbata dalla nazionali in campo (bastava vedere la gioia dei brasiliani dopo la vittoria).

 

Il Brasile si è infatti laureato campione per la terza volta in finale contro gli Stati Uniti.

 

Ma cosa è emerso da questa Confederations cup ad un solo anno dal mondiale?

 

Senza dubbio che il Brasile si dimostra attualmente la squadra da battere ai prossimi mondiali di calcio, e che l’Italia campione del mondo è in una crisi di gioco peggiore dell’ultimo europeo con Donadoni C.T. (perlomeno eravamo usciti ai rigori con la Spagna futura campione d’europa).

 

Che le squadre materasso non esistono più (soprattutto con noi) e che gli africani questa volta possono veramente puntare al podio nei prossimi mondiali di calcio.

 

Che questa manifestazione per la Spagna è stata un no contest, in quanto ha alternato cose belle e brutte (d’altra parte non sempre si può vincere) dopo avere raggiunto il record di 15 vittorie consecutive.

 

Che gli Stati Uniti dopo aver preso sei gol nelle prime due partite ne hanno segnati ben sette tra Egitto, Spagna e Brasile sfiorando la vittoria finale.

 

Ma come avevo detto non vi vorrei stancare con un articolo troppo lungo, e parlare pero oltre che della squadra vincitrice, della sorpresa e poveri noi della delusione.

 

I Campioni.

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Brasile. Orfano di Ronaldo e senza Ronaldinho il Brasile ha trovato in Luis Fabiano un eccellente finalizzatore. Veloce, letale quando è in giornata, e secondo me ancora migliorabile a livello calcistico. Il C.T. Dunga ha saputo assemblare un squadra dalle grandi doti tecniche (non era difficile), di palleggio di possesso palla e che è sempre in grado di segnare un gol in più dell’avversario (vedi Stati uniti).

 

Un Brasile che si è potuto permettere di giocare questa manifestazione senza Ronaldinho, Amauri, Diego, (sicuramente ne ho dimenticato qualcuno) e di tenere in panchina il talento Pato. Un Dunga criticato in Brasile ma vincente. Ha avuto ragione lui. E’ la squadra da battere.

 

La sorpresa.

Sudafrica. Dovrebbe essere gli Stati Uniti la sorpresa del torneo, in vantaggio sul Brasile nella finale a soli 16′ minuti dalla fine della partita. Ma è proprio per questo motivo che ritengo il Sudafrica la vera sorpresa. Nel calcio se sei in vantaggio per 2 a 0 anche se l’ avversario si chiama Brasile non puoi permetterti di perdere 3 – 2.

 

Il Sudafrica, dopo essersi qualificato, ha messo in seria crisi anche tatticamente il Brasile e non ha mai sfigurato durante la partita. Uscito con onore con una punizione trasformata in gol da Daniel Alves a soli due minuti dai supplementari, ed ancora in buone condizioni per giocarsi l’accesso alla finale. Ha dimostrato che con una punta vera e forte questa squadra può essere molto temibile ai prossimi mondiali.

 

La delusione.

Italia. No, devo forzatamente e volutamente essere breve. In quanto alla nazionale italiana di calcio dovrebbe essere dedicato un intero e lungo articolo. In piena crisi evolutiva, ed ahinoi non solo tecnica, il C.T. Campione del mondo Marcello Lippi forse credeva ancora di trovarsi a Berlino.

 

Eppure fummo umiliati, non tanto nel risultato 3 – 1, ma sul piano del gioco, dalla Francia pochi mesi dopo nelle qualificazioni europee. Già da lì dovevamo aprire gli occhi e dimenticare Berlino.

 

Marcello Lippi ha messo in campo una nazionale priva dei suoi migliori talenti calcistici (vecchi o giovani) puntando sull’agonismo e dinamismo. L’esperienza conta ,e la tecnica conta. Puntando su questo tipo di gioco e di scelte ai prossimi mondiali potremmo uscire ed essere umiliati da chiunque.

 

Il Torneo ci restituisce: una vittoria sugli Stati Uniti, anche grazie a Giuseppe Rossi, dopo essere stati in svantaggio in 11 contro 10; una sconfitta con l’Egitto squadra solida, ed una umiliazione ricevuta dal Brasile (3 gol, 2 pali, occasioni sciupate e festeggiamenti…). Cosa dire di più….

 

L’impegno da parte dei calciatori scesi in campo non è mancato (ed è triste ed ingeneroso infierire su di loro). Ma i limiti sono evidenti. Il calcio è un gioco di squadra (la Grecia divenne a sorpresa Campione d’Europa 2004) dove conta il lato tecnico, agonistico, mentale e tattico. Lippi dovrà lavorare su tutti questi fattori.

 

Forse è troppo tardi, forse no. Ma in ogni caso si dovrà avere la consapevolezza di accettare un ridimensionamento.

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